La nascita della civiltà coincide con il germoglio delle città, quali aggregazioni di persone e di attività (civitas) che si realizzano in agglomerati di costruzioni e di spazi aperti (urbs), adatti alla vita sociale, a sua volta sottoposta a un ordinamento comune (polis-politeía) finalizzato allo scambio di beni e di prestazioni d’opera.
In questo contesto la donna svolge un ruolo fondamentale. Si può addirittura affermare che senza la capacità di soddisfare le esigenze del mondo femminile non si può parlare di città. Infatti il benessere delle donne costituisce l’essenza stessa della città quale centro irradiatore di qualsiasi tipo di attività materiale e spirituale e centro propulsore della continua evoluzione della civiltà.
In merito in Italia si continua a commettere l’errore di non correlare il ruolo naturale svolto dalla donna nell’entourage familiare, nell’ambito del quale va comunque sostenuta, e la necessità di promuovere la persona stessa, prima ancora che l’essere donna, nella sfera sociale. Di fatto si è rinunciato e si continua a rinunciare al suo intenso potenziale.
La condizione delle città nel meridione d’Italia costituisce la cartina al tornasole per comprendere la mancata affermazione sociale delle donne. Pertanto solo se si è capaci di plasmare città in grado di sostenere le donne si possono creare le basi per uno sviluppo serio e duraturo.
Crescita zero da tutti i punti di vista: demografica, economica etc. Si è perso il gusto e il senso del futuro. I giovani non mettono su famiglia per cui da una prima analisi vien da pensare che è utile favorire la formazione delle famiglie. Non si considera però che nell’ambito della famiglia si è da sempre consumata una grande ingiustizia nei confronti delle donne. Per questo motivo il progetto, individuando appunto nella condizione della donna la causa principale della “mancanza di armonia” di cui soffre la nostra società e il nostro territorio, si intitola appunto “Città delle donne”.

Ci piace credere, come credevano gli antichi Romani, che il destino delle cose del mondo e degli uomini sia indicato dal nome stesso che portano, per cui considerato che Caltanissetta significa “Castello delle donne”, troviamo conseguente che il suo destino/successo si possa compiere nell’essere appunto “la città delle donne” e si propone quindi quale luogo ideale dove porre le basi per impostare lo sviluppo di una società civile che mette al centro le donne.

  • aiutare le donne a entrare nel mondo del lavoro;
  • aiutare le donne a metter su famiglia;
  • aiutare le donne a crescere i propri figli (tempo potenziato nelle scuole) per non rinunciare alla carriera;
  • creare servizi sociali per i bambini, gli anziani e i portatori di handicap;
  • creare idonei servizi culturali ed educativi per i giovani.
  • persone con idonei titoli di studio e/o competenze per creare il necessario ambiente sociale e lavorativo
  • datori di lavoro (aziende e professionisti)
  • banche
  • imprenditori privati
  • registrazione nel sito
  • dichiarazione di disponibilità per la partecipazione secondo il proprio profilo